Potare è Poetare.

Con la caduta delle foglie, la pianta di vite, ci comunica che ha terminato l’accumulo di sostanze di riserva nelle radici ed è pronta per il suo letargo invernale.

10690147_10205607404450539_5584656216993755234_n10392276_10205607400530441_7500068847553173744_n

 

 

 

I tronchi vecchi e spettrali, il legno scavato e incurvato dal tempo sono solo alcuni degli aspetti predominanti di un vigneto semi-abbandonato qui, in Valtellina.

Uno scenario dal fascino gotico immerso nel gelo, in attesa di uno spiraglio di luce, magari qualche lieve raggio di sole che sbucherà tra le vette innevate.

10393914_10205607397650369_6075504294414866627_n10881905_10205607398490390_7596079882936163989_n

 

 

 

 

 

Muniti di forbici e seghetto s’inizia a tagliuzzare e spezzettare, mai a caso (!) ma partendo dalla parte della pianta più lontana dal palo di sostegno da dove vi è il suo piede. In principio si scelgono e si mantengono i tralci dell’anno migliori (vigorosi e lunghi, con molte gemme), sorti sui rami di un anno, quelli che sono stati fissati e legati alla struttura l’inverno precedente, saranno quelli che produrranno una nella prossima stagione vegetativa.

Specifico che il seghetto lo utilizzo solo per recuperare viti con tronchi dal diametro oltre i 5 cm, che purtroppo le mie manine non riescono a tranciare con le forbici!

1012933_10205607402370487_7968440085930206951_n10882251_10205607399170407_7433954064482372134_n

Dopodiché, una volta che si è districato il groviglio, quasi come fossero mangrovie, avendo una migliore visione d’insieme, si procede nei tagli; solitamente tendo ad accorciare e “ringiovanire” queste viti, sfruttate purtroppo all’inverosimile, con tronchi, molto datati, lunghi anche 2-3 metri che quasi si sormontano alla pianta successiva, l’una sull’altra, tutto ciò per far roba, ma ci si è mai chiesti che tipo di ROBA?!?

Tipico approccio valtellinese (ma presumo non solo), dopo secoli di fame ci si ostina ancora a produrre a più non posso, fare chili su chili, quintali su quintali, un groviglio di frasche tra le chiome di piante limitrofe, ristagno di umidità, poca superficie fogliare esposta alla luce solare ecc ecc, POVERA UVA e POVERE PIANTE!

10300789_10205607405290560_3859679563133015066_n10599312_10205607405850574_5545711821572607996_n

10868273_10205607406570592_5634408110964127443_n10402742_10205607406290585_6073115477661195206_n

Quando recupero una vigna vecchia, se va bene, la trovo in queste condizioni!

Quindi, tornando a noi, rimuovo a sforbiciate la parte aerea più vecchia e più distante dalla base, infine rimarranno 1 o 2 tralci con un totale 15-20 gemme per l’anno successivo, compreso il rametto di ripresa iniziale per la produzione degli anni che verranno.

10845983_10205607407890625_1730125058539605865_n

È un lavoro filosofale, se svolto con un certo approccio, nel vigneto spesso vi è silenzio, aria fresca, pulita e talvolta si riesce a captare il linguaggio sottile della vite e si diviene un tutt’uno con ciò che ti circonda, si è lì e si è altrove, il pensiero veleggia e le mani agiscono, ebbene sì, Potare è anche Poetare…

O, come direbbero gli amici Camuni, POTA!

Vi aspetto in vigna!

 

http://buonacausa.org/cause/recupero-vigneti-in-valtellina

3 pensieri su “Potare è Poetare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...