Elogio ai SCiALèSC: un’arte da tramandare

camminare controvento (in Valtellina)

Dedicato a coloro i quali utilizzano ancora i rami di salice per legare piante, fili di ferro, pali e tralci.

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Avevo all’incirca quindici anni quando, malvolentieri, mi recavo nella vigna per aiutare i nonni durante la potatura invernale (pudà), la messa in posa di pali e fili di ferro (stagnà) e la legatura delle viti alla struttura (rizzà).

Ogni vigna che si rispetti, nel sua zona umida, ha almeno uno o due salici (scialèsc) a cui, una volta sistemate le piante di vite e i filari, si tagliano i rami di un anno e si utilizzano totalmente per rizzà la vigna.

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Questa tecnica ha sicuramente origini remote e il scialèsc, con i suoi scialìscii, si adatta ottimamente a quest’opera, con un nodo che, nel migliore dei casi, regge anche per due o tre anni.

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Il nodo è fatto stringendo tra…

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