Dalla prospettiva dell’uva: Chiavennasca 2015

Gli stravolgimenti climatici in corso e, in particolare, il super-caldo estivo del 2015 sono stati i precursori della ricca vendemmia che avverrà quest’anno.

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Grappoli di Ciauenasca, il vitigno principe di Valtellina geneticamente figlio del Nebbiolo, gonfi e intensamente colorati addobbano i terrazzamenti e i fondali della Vallle.

Che siano giovani piante oppure ancestrali viti ruvide e contorte, tutte sono ricche di bacche pregne d’un intenso nettare da spremere e conservare con parsimònia.

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Oltre alla calura estiva quest’eccelsa abbondanza è merito del clima perfetto durante la fioritura primaverile, con giornate assolate e tiepide poi, dopo quel che è accaduto tra luglio e agosto’15, ora siamo alle prese con dell’uva quasi commovente.

Dico commovente poichè, essendo stato spesso lontano dalle mie vigne durante quest’annata, mi ritrovo una fruttificazione che non si ricorda a memoria d’uomo!

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Tutto questo è stato reso possibile grazie al prezioso aiuto di amici molto disponibili che hanno accudito piante e frutti nonostante la mia assenza, grazie a Felix, Steve e Stefano.

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La gioia del rischio ci ha spinto a sfidare ulteriormente la sorte effettuando soli quattro trattamenti anti Peronospera e Oidio, quando solitamente ne diamo, comunque, un massimo di cinque!

Quindi meno veleni per noi, per la natura, per gli altri, anche se gli altri spesso se ne fregano e a noi ci tocca cuccarci i loro veleni dispersi tra aria e acqua ecc ecc…

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Mi piace insistere nello spiegare che in un ambiente come il nostro, se uniamo una corretta gestione della vigna, intesa come profonda correlazione tra pianta di vite, struttura di sostegno, erbe spontanee, clima… e l’enorme desiderio di scoprire le necessità della vigna, con attente osservazioni e rischiose sperimentazioni, possiamo dare il massimo sfogo al potenziale che i nostri pregiati vitigni possono donare, producendo dei vini di vera eccellenza che, senza troppe cure, sorprendono nel bene e in continuazione.

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Ehm, che dire, vi attendo per la vendemmia, nelle prossime settimane, una volta che tutti gli altri avranno raccattato le loro uve, inizierò a preparare gli strumenti del mestiere, poichè mi piace che il frutto maturi il più possibile accarezzato dalla brezza che spira dal lago e che va oltre e soprattutto mi piace ribadire che: il VINO SI FA IN VIGNA!

Per chi potesse sostenere alcune delle mie attività:

http://buonacausa.org/cause/recupero-vigneti-in-valtellina

Grazie!

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