La storia di un seme di Grano saraceno


Il Grano saraceno (Fagopyrum esculentum) proviene da Regioni estreme della Siberia, ha nutrito popoli temerari e, spostandosi con essi, é giunto in Valtellina nell’Alto Medioevo.

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Quando nel resto d’Italia si presentavano gli albori del Rinascimento, nella Valle di Teglio distese di minuscoli fiori bianchi – rosacei dipingevano le estati, chiudendosi poi in semi marroni e grigi che, invece, sfumavano l’autunno.

imageSu entrambi i versanti, lungo la Val dell’Adda, ha trovato l’habitat ideale, a diverse altitudini si é coltivato secondo metodologie colturali mai uguali che, unite ai particolari tipi di suolo e ai molteplici microclimi delle Alpi, ha evoluto differenti linee genetiche, quindi numerose Varietà.

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Preziose Polente di Farina nera (e Miglio), sfamavano queste rudi genti che, con epiche fatiche, si garantivano la sopravvivenza lungo i lunghi e gelidi inverni. Così, in annate magre di Saraceno, dovute ai più svariati motivi (ho testato personalmente), non oso immaginare quale sofferenza e affannosa ricerca di scorte di cibo, valligiani del passato costretti a rifugiarsi nelle generose Castagne o magari consumando le riserve di Segale avanzata l’anno prima…

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Non va, inoltre, sottovalutato l’apporto di nutrienti di questo vegetale, composto da una via di mezzo tra i carboidrati delle Graminacee e le proteine delle Leguminose, una coltura che s’adatta ottimamente ai terreni poveri, proprio come quelli della Valtellina terrazzata (Orobie comprese!), fulcro dell’agricoltura di eroine ed eroi che si omaggiavano, oltretutto, con il piacere nell’osservare questi paesaggi, dove l’aspetto antropico era in sintonia totale con la totalità della Natura.

Ebbene sì, si parla al passato poiché negli ultimi decenni, dopo esser stati tipici per secoli, i campi di Furmentun sono via via scomparsi e, ora, solo pochi ettari sono dedicati a questa coltivazione. Per di più, sono appezzamenti spesso sfruttati quasi all’eccesso, talvolta meccanizzati all’inverosimile e che moltiplicano sementi di origine estera.

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Con gli amici di Orto Tellinum stiamo portando avanti un progetto di recupero, tutela, valorizzazione e moltiplicazione di alcune Varietà di tale prodigiosa Poligonacea , in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano che ha effettuato le analisi genetiche alle sementi ritrovate nei bauli di Famiglie, che l’hanno sempre storicamente coltivata.

Il Fagopyrum esculentum Var. Nustran e il Var. Curunin ora hanno un nome, una carta d’identità e degli entusiasti Custodi!

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I semi antichi ora rivivono una nuova giovinezza in terre spesso sottratte all’abbandono, fino a poco fa ricoperte da rovi e arbusti, ora tornano a fiorire di speranza.

Siamo nel periodo di raccolta, nonostante le enormi difficoltà (economiche, logistiche, climatiche ecc), le nuove semenze stanno essiccando al sole in “quest’estate di San Martino”, ridipingendo il paesaggio di colori vivi.

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2 pensieri su “La storia di un seme di Grano saraceno

    1. Bé, originario di Siberia e Manciuria, “addomesticato” nelle Regioni himalayane, arrivato e introdotto in Europa da Popoli barbari e dai Saraceni, per giungere alle genti delle Alpi, tutti popoli temerari, almeno un tempo…

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