Sforzato naturale di Ciauenasca messo sotto torchio

In questi giorni di fine febbraio 2016 abbiamo torchiato le vinacce fermentate della Vendemmia in cassetta 2015.

 

Erano le prime settimane di ottobre quando, con cura, raccoglievamo e adagiavamo in cassette i grappoli ben scelti di Ciauenasca (Nebbiolo – Chiavennasca) dei terrazzamenti di Valtellina. La raccolta è stata raccontata qui: https://camminarecontrovento.wordpress.com/2015/10/25/raccolta-uve-di-nebbiolo-chiavennasca-per-lo-sforzato-naturale-di-valtellina/

L’uva è rimasta a appassire per più di tre mesi e, durante questo anomalo inverno, ha concentrato zuccheri e aromi e a fine gennaio era pronta per la pigiatura, ovviamente con gramula (pigiatrice) manuale.

Dopo la torrida estate scorsa, che già aveva donato al Vino dell’annata una gradazione naturale i, già al solo assaggio, questi chicchi essicati, regalavano sapori e profumi da fiaba!

La fermentazione del super-mosto è durata all’incirca un mese ed è avvenuta in un locale riscaldato appositamente con stufa a legna, con temperature che variavano dai 17 ai 23 gradi Celsius. Così, a fine febbraio ’16 era tutto pronto per separare la parte liquida dalla solida del mosto e per la successiva torchiatura.

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Ci piace sottolineare che il nostro Sforzato è naturale, poichè deriva da uve trattate solamente in quattro occasioni durante il periodo maggio – agosto 2015 e, l’ultimo intervento è avvenuto poco dopo il Ferragosto, quindi la pianta ha avuto il tempo per “purificarsi” da rame e zolfo, con grappoli puliti e dilavati ottimamente dalle piogge settembrine.

Inoltre, non aggiungendo solfiti sia in fermentazione che durante la conservazione del Vino, lasciamo che i raspi dei grappoli rilascino i loro tannini in fermentazione, dato che questi sono perfetti antiossidanti, seppur diano spiccato carattere astringente al palato, che noi comunque riteniamo fantastico!

Ci colpisce sempre quando vediamo sgorgare dal torchio il prezioso liquido e, dopo un primo fugace assaggio, possiamo dire che quest’ennesimo esperimento sembra essere andato benone…

Ora lasciamo riposare lo Sfurzàt nella botte, facendo in modo che la gravità agisca, senza fretta, nel far depositare sul fondo le particelle microscopiche dei grappoli rimaste.

 

 

 

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sotto la Concarena

Tellincamuno

11049524_925252724231117_1753925598497296478_nC’è un detto popolare, a cui non si può contestare nulla per la sua scontata verità, dice così; “quand la Concarena la ga el capel o ch’el piof o ch’el fa bel“, cioè; “quando la Concarena ha il capello (le nuvole) piove o fa bello”…Proprio nel centro esatto della valle, sotto la concarena per millenni i popoli han vissuto cacciato e coltivato, lì, alle pendici della parete sud-est sono adagiati gli orti di Montepiano, circondati da uliveti e vigne che sopravvivono da secoli, arricchendo questa parte di valle, lo spirito della montagna veglia su di noi. Chi attraversa la Vallecamonica non può vallecamonica-concarena-equinozionon notare questa montagna, passando in macchina sul fondo valle, ogni qualvolta viene istintivo voltare lo sguardo per ammirarla in tutto il suo splendore, soprannominata anche; la vagina cosmica o il monte vulva, per la sua simbologia femminile, dirimpetto al pizzo Badile; rappresentazione maschile. Le roccie…

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