Costruire una semplice recinzione interamente in legno

In questi primi giorni di maggio abbiamo partecipato a un breve corso per apprendere le dritte essenziali per la costruzione di uno steccato norvegese o skigard.

Era una giornata umida a Cossogno (Vb) e la Cooperativa ValGrande aveva organizzato questo interessante workshop. L’idea era quella di fabbricare un facile recinto con materiali naturali reperibili localmente, utilizzandoli in base alla loro plasticità e/o robustezza.

Andrea, giovane collaboratore della cooperativa, ha vissuto qualche tempo in Norvegia, dove aveva appreso le basi e praticato la costruzione in loco dello skigard, usato spesso per custodire greggi di pecore del Nord.

Dopo aver racimolato il necessario nel bosco limitrofo si è iniziato ad innalzare i tronchi di Robinia e Nocciolo (andrebbe benone anche il castagno), piantandoli nel terreno con la livera (una sorta di lungo e pesante “piede di porco” utilizzato solitamente per piantare i pali delle vigne).

La squadra di volenterosi, lavorando in collaborazione, ha unito le forze e l’ingegno e, in poche ore, le prime parvenze del recinto prendevano forma.

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Il salice, una delle nostre armi biodegradabili, è utile anche per quest’attività, serve per formare la struttura verticale di pali paralleli a cui verranno sistemati e legati i legni obliqui.

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Do spazio alle immagini e non mi dilungo nelle spiegazioni che saremo lieti di darvi di persona, allorché passerete a trovarci.

Il nostro intento sarà, in futuro, proteggere i campi di cereali alpini dalla “furia” di cervi, caprioli e cinghiali che, alla ricerca di cibo, s’intrufolano nelle colture e devastano il raccolto, facendoci perdere delle preziose semenze che stiamo faticosamente moltiplicando.

Anche l’apposito cancello, in poco tempo, era al suo posto. I partecipanti, lieti di conoscersi e scambiare bei momenti insieme, stanchi e contenti si sono salutati osservando la loro opera di giornata!

Il campetto, dopo la semina, è stato pacciamato generosamente con paglia, per evitare le erbe infestanti, mantenere l’umidità e l’apporto organico alla coltura, nell’attesa che spunti.

Una volta sapute e sperimentate le fondamenta, ci si può sbizzarrire fortificando e modificando la recinzione, in base alle proprie esigenze. Difatti, ci siamo divertiti ad aggiungere rami orizzontali nella parte alta, per innalzare la recinzione ed evitare che gli ungulati ci saltino dentro.

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Con la benedizione delle Forze della Natura lasciamo che il Tempo e la Terra ci diano delle risposte.

 

 

 

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