La storia di una pannocchia che diventò farina

Tre anni fa, quasi per caso, un amico mi diede una pannocchia di mais…

23915573_10215187995079317_3090443908898115374_n

Era un gesto che rappresentava un prezioso scambio, un simbolo di continuità, qualcosa di prezioso da tramandare.

Di quei semi recuperati, con ricerche continue, scoprimmo si trattava di una varietà locale di Mais rostrato rosso che qualche nostro antenato aveva conservato moltiplicandoli, fortunatamente fino ai giorni nostri (no, non è la pannocchia in foto!).

23844757_10215187992639256_7333349967376897720_n

La storia del Mais in Valtellina è abbastanza recente, solo verso la fine del XVII secolo s’iniziava a inserirlo nella dieta alpina. Molto più produttivo e facilmente lavorabile rispetto a Grano saraceno, Segale, Orzo, Miglio, Panìco e così via.

23915707_10215187992159244_5292374285469012837_n

Ovviamente, alla primavera successiva, entusiasti come mai, abbiamo ricominciato a coltivare quei semi rosso-violacei nei nostri campi, terreni fertili sottratti all’abbandono degli anni passati, dove i rovi e le sterpaglie hanno bonificato naturalmente l’ex coltura a vigneto a cui, questi terrazzamenti, erano dedicati fino a pochi decenni fa.

Così, negli anni, da una pannocchia coltivata siamo arrivati ad averne abbastanza per l’appezzamento che avevamo prescelto, un fazzoletto di terra da una una pertica valtellinese (688 m2 circa!).

Le nostre pratiche di coltivazione sono il più possibile naturali e rispettose dell’ambiente e, quindi, della nostra salute e lungimiranti verso il cibo presente e futuro.

Ogni pannocchia è stata raccolta a mano e, eventuali tracce di piralide, diabrotica e altri parassiti, sono state selezionate manualmente con molta cura, gli scarti sono apprezzatissimi dagli abitanti del nostro pollaio.

Focus: “Non basta coltivarsi il proprio orticello per mangiare sano, bisogna sapere che vi sono molte altre problematiche dietro un buon piatto salutare e genuino, chissà se lo sanno gli Chef stellati…”

La buona annata agricola, almeno per quanto riguarda il mais, ci ha permesso di averne in quantità sufficiente per poterne macinare una parte, così da goderne della sua bontà con familiari e amici.

Ora profumate polente inebriano il vicinato, aromi e gusti unici si diffondono nell’aria, fragranze evolutesi parallelamente alle vicissitudini climatiche, alle tipologie di terreno, alle tecniche colturali del passato, con una selezione adattativa lieve e continua nel tempo fatta dall’uomo che dona, all’essere umano stesso, una miriade di composti estratti dalla sua chimica organica, uno vero sfavillio godereccio per i nostri sensi.

23905186_10215203817034856_6251532171060439837_n

Se vi va di conoscerci e di assaggiare questa e altre nostre produzioni, contattateci!

e seguiteci qui:

http://www.facebook.com/ortotellinum

 

per chi potesse e volesse sostenere le nostre attività:

https://buonacausa.org/cause/coltivare-semi-antichi-di-valtellina-terrazzamenti

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...