Al via il Corso di viticoltura eroica valtellinese 2018

“Tramandare un’arte con millenni di storia”

IMG_6102

L’idea nasce qualche anno fa, dopo che due nuovi amici, che non avevano mai preso in mano delle forbici da potatura, mi chiesero di insegnar loro come potare e gestire una vigna durante tutto l’anno, fino alla vendemmia e poi come vinificare.

Così, negli anni successivi, mentre i due ora si producono vino per autoconsumo, recuperando vecchi vigneti abbandonati e vinificando in una delle tante cantine che, purtroppo, andrebbero in malora, siamo partiti con il progetto di un vero e proprio corso, per rispondere all’esigenza di molti neofiti o appassionati che, evitando il continuo abbandono delle terre alte, si sono messi di buona lena a tagliare tralci, falciar erba, sistemare germogli di vite, accarezzare grappoli rigonfi e così via…

In questi anni, da due ragazzi, siamo passati a dieci e ora, ancora qualcuno in più, che gestiscono, con più o meno dedizione, qualche ettaro di vigneto, salvaguardando secolari viti di Nebbiolo – Ciuvinasca che, altrimenti, verrebbero trascurate o, ancora peggio estirpate, con la conseguente perdita di un Patrimonio unico e sempre più raro.

Ps. Sapete che le nuove piante di vite durano spesso solo pochi decenni?!

Questo è un progetto che parte dal basso, intendo che scaturisce dal profondo amore che nutriamo per la nostra terra e quindi ci impegniamo costantemente per tutelarla. Ci autofinanziamo con le nostre energie per diffondere e portare avanti un Patrimonio di tutti ma, che spesso molti, non vedono o ignorano.

Sì, ci vuole forte spirito e desiderio di faticare, ma la gratificazione nel degustare i frutti delle nostre passioni ci riempie di godimento e ci da l’energia per proseguire.

Per chiunque volesse avvicinarsi a questa e altre arti che la Valtellina, terra ricchissima di potenzialità, ci offre, noi siamo qua.

Molte delle attività artigianali sono collegate al lavoro della terra, pensate ai mastri bottai, che un tempo selezionavano i castagni adatti per eseguire tini e botti, oggetti unici e che ora, purtroppo si importano dalla Francia dove sono fatti con il legno di Slavonia, solo perché costa meno… sì ma il vino territoriale valtellinese che stagiona in botti del genere, che vino del territorio è?  Pensiamo a i mastri costruttori di muretti in pietra a secco, una zona come questa dove senza cemento non si è più in grado di costruire (se non in alcuni rari casi), il cemento dopo 80 anni inizia a disgregarsi e con se porta a valle tutte le pietre e quindi i muri crollano o, comunque, non durano più secoli come un tempo.

Si è perduta (o, meglio, si sta perdendo) la memoria, non si parla di nostalgia del passato, tutt’altro! Ma arti, lavori e mestieri sono lì, e sono lì per lì per essere smarriti per sempre, attiviamoci! E non vengano a dire che non si trova il lavoro… il lavoro è qui, lì, ovunque, non serve neanche inventarselo! e neppure aspettare che qualcuno te lo offra o, tanto meno, te lo cali dall’alto.

La nostra missione è di ricevere ciò che di buono abbiamo ereditato dagli antenati, reinterpretarlo in chiave attuale e tramandarlo alle future generazioni.

Ringraziamo molto Emanuele Del Curto che, con il suo centro di didattica e formazione Aletheia, permette lo svolgimento del corso. (https://www.facebook.com/Aletheia-1662491397317881/)

A presto, ci vediamo in vigna!

Annunci